Che cos'è la cartomanzia

La cartomanzia è l'arte di predire il futuro per mezzo delle carte. Le sue origini risalgono all'antica Caldea. Sia i caldei che gli assiri presero infatti in seria considerazione quest'arte, e il responso che le carte davano era ritenuto sacro e infallibile. Alcune fra le sacerdotesse erano anche cartomanti e traevano gli auspici sulla vita dei re da tavolette in legno sulle quali erano tracciati dei geroglifici e segni cabalistici: figure di animali, mostri immaginari, uccelli eccetera. A seconda dell'oracolo che ne traevano, consigliavano i loro re, ottenendone spesso non indifferenti vantaggi.
Come i sacerdoti dell' Antica Grecia traevano gli auspici dall'esame delle interiora d'un agnello, così i cartomanti - dai geroglifici delle loro tavolette, dalle disposizioni e dai colori di queste- ottenevano i loro responsi. Le nascite, le guerre, le vittorie, le vicissitudini di un popolo, i destini stessi della nazione venivano predetti e, nella maggior parte dei casi, previsti con precisione infallibile dagli antichi indovini.

.

Cenni storici

Zudrus, famoso indovino babilonese, predisse con i suoi papiri divinatori la distruzione di Babilonia e la annunciò allo stesso re Nabucodonosor durante un banchetto in cui -su una parete di uno dei saloni della reggia- una mano misteriosa tracciò le celebri parole cabalistiche: MA- NES - TEKEL - FARET. La città fu devastata da un incendio e la regione fu quindi sottomessa all'immenso Impero persiano.
La cartomanzia fu coltivata con sacra convinzione e mistico terrore nelle epoche che seguirono; cadde quindi in disuso per risorgere nel Medioevo e non avere più fine.
L'arte di indovinare il futuro con le carte sorse all'epoca dei Paladini, quando i soldati destinati a combattere sostituirono ai geroglifici e ai papiri le carte da gioco allora in uso.
A quell'epoca non c'era cavaliere che non consultasse una cartomante prima di partire per una crociata; se le predizioni erano negative, la partenza veniva rimandata mentre, se venivano vaticinate vittorie e conquiste, si partiva con entusiasmo, sicuri di vincere. Lo sprone che l'oracolo dava al cavaliere era tale da fargli superare gli ostacoli più ardui.
Nel Medioevo vissero grandi maestri della cartomanzia e delle scienze occulte. Il loro esempio fu imitato da Marcus Aliduos, da Erasmo, da Giuseppe Balsamo detto il conte di Cagliostro, da Ambrogio Paré, un francese consultato spesso da Caterina de' Medici e famoso soprattutto per certi amuleti che sapeva creare con figurine di cera.
Con il passare dei secoli, le carte hanno subito di pari passo enormi variazioni.
L'origine della cartomanzia risale ai tempi delle prime civiltà orientali. Egitto, Caldea e Persia figurano tra i primi nella scoperta dei segreti delle scienze occulte: i loro indovini hanno tramandato ai posteri i settantotto geroglifici raffiguranti tutte le interpretazioni del corso della vita umana.
L'opera era composta da settantotto lastre d'oro purissimo sulle quali erano incisi geroglifici o parole che venivano ogni giorno spiegate dai padri di famiglia. Quest'opera sfuggì quasi per miracolo all'incendio che finì di distruggere -per mano del califfo Ornar- la celebre biblioteca di Alessandria d'Egitto, la più grande e la più ricca del mondo antico.

 

Nel 1540, Guillaume Postel pubblicò, dopo molti e approfonditi studi, il libro Clef des Choses Cachées(Chiave delle Cose Occulte), del quale esistono al mondo due soli esemplari, uno al Museo Britannico di Londra e l'altro alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Fu il Postel ad adattare i settantotto geroglifici alle settantaquattro carte del mazzo francese di quell'epoca.
Gli successe Antonio Court de Gébelin, filosofo, che sviluppò l'opera intrapresa adattando le settantotto lamine d'oro alle carte italiane, spagnole e tedesche, cercando di spiegare i significati nella sua opera. Il mondo primitivo, analizzato e comparato col mondo moderno. Nacquerò così i TAROCCHI.
Nel 1775 il Gébelin, dopo molti studi, sostituì il metodo fino allora in uso, cioè quello di decifrare le carte a una a una, con quello di tradurre il significato di ciascuna carta per applicarne l'insieme. Via via che il tempo passava le carte modificavano il loro volto. Court de Gébelin ebbe come seguace Etteilla (nome anagrammato di Alliette), il quale si dedicò allo studio dei numeri secondo il sistema di Pitagora e pubblicò varie opere fra le quali la famosa Manière de se récréer avec le Jeu de cartes nommé Tarot, apparsa nel 1783.
.In seguito, Eliphas Levi, con la sua opera Dogma e Rituale dell'Alta Magia, volle dare al tarocco un tocco ulteriore: egli vide infatti nei tarocchi una sintesi della scienza e una chiave per interpretare la Cabala. Levi osservò che nella Cabala l'albero della vita ha ventidue sentieri che uniscono tra di loro i Sephirotb o numeri. Combinò quindi i sentieri con le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico; abbinò i ventidue Arcani Maggiori alle lettere dell'alfabeto, giungendo così alla completa simbiosi di lettere, carte e sentieri.
Al potenziamento dell'aspetto occulto del tarocco contribuì nel 1865-1917 Gérard Encausse, medico francese e scrittore con lo pseudonimo di Papus; costui basò la sua filosofia occulta su una forma di cabalismo che usa numeri mistici in rapporto a nomi e lettere. Grande risonanza ebbe infatti la sua opera: The Tarot of the Bohemìans. Absolute Key to Occult Science.


.

Il mazzo della Sibilla

Trae origine da Mademoiselle Lenormant (nata nel 1786 ad Alençon), confidente e amica di Giuseppina Bonaparte e dello stesso Napoleone, per il quale vaticinò grandiose imprese. Oltre a raggiungere un'invidiabile posizione sociale e una vasta popolarità, la Lenormant scrisse molti libri, tra i quali le Mémoires historiques et secrets de l'impératrice Joséphine in due volumi.
La fama di Mademoiselle Lenormant si diffuse presto in tutta Europa e risentì del suo influsso anche l'Italia.
Col tempo, le figure rappresentate dai re e regine dell'epoca si andarono via via trasformando per adeguarsi alle nuove esigenze, e cambiarono volto diventando L'Amante e L'Amatrice.



CONTATTI:

Email: qlia@hotmail.it

Cellulare: 335. 63 08 609

 

 

 
   
home | lia e la sibilla | rassegna stampa | galleria fotografica | video | contatti



Design by
blimunda